Abbiamo chiesto un parere tecnico al pluricampione Nicola Riolo su come si potrebbe migliorare la sicurezza durante le competizioni dei campionati assoluti. Il brutto incidente di Valerio Losito all’ultimo campionato di pesca in apnea di Mazara ha scosso molto gli atleti e riacceso il dibattito su temi caldi come piombo mobile, ossigeno e molto altro.

” Secondo la mia esperienza di agonista, devo dire che sono moltissimi i fattori di rischio che emergono sempre più nella nostra disciplina e, purtroppo, sempre più anche in ambito agonistico.
La cosa più grave, a mio avviso, è l’abbrivio e l’inerzia con la quale gli organi federali preposti, continuano a non modificare i regolamenti in favore principalmente della sicurezza.
In tal senso, dopo la sincope dello sfortunato Valerio Losito durante quest’ultimo assoluto, i vari taravana di altri atleti nelle precedenti edizioni ed il decesso di un atleta al recente europeo in Danimarca, non credo vi sia altro tempo da perdere per cambiare radicalmente i relativi regolamenti:
1) Utilizzo di qualsivoglia zavorra mobile, subordinato al suo recupero solo tramite lo stesso atleta e non per il tramite del barcaiolo, per una moltitudine di ragioni.
2) Obbligo di bombola d’ossigeno a bordo con controllo federale del manometro. In caso di utilizzo dell’ossigeno prima, durante o dopo la competizione (sia in caso di incidente, che in caso di supporto). In tal caso dev’essere ritenuto presidio dopante e dunque concludendo la prova dell’atleta.
3) Obbligo di tenere a bordo VHF su canale dedicato e sempre acceso.
4) Obbligo di tenere a bordo vistosa asta e bandiera (60×90) da issare in caso di emergenza per venire prontamente identificati e soccorsi.
5) Obbligo di fumogeno pronto in consolle da utilizzare altresì in caso di richiesta di soccorso.
6) Come richiesto ormai da moltissimi anni, organizzare i campionati in periodi fuori dalle ordinanze balneari. In questo modo si ottiene il duplice vantaggio di imporre preparazione a quote diverse dal solo abisso in variabile e lo sviluppo di quelle importanti tecniche di pesca costiere così fondamentali poi nelle gare in oceano dove l’Italia è ormai fanalino di coda da anni tra le squadre mediterranee.
7) Per non sbilanciare preparazione e gara verso la profondità, occorre uniformare il peso minimo di cernie bianche, dotti e cernie dorate a 5kg minimo ed un solo esemplare tra le tre specie.
8) Specie semplici da catturare come scorfani e mostelle, devono essere ridotte ad un numero massimo di 5 pesci per specie. Questo perché trattasi oltretutto di prede semplici da catturare e che vivono prevalentemente a quote in cui vengono insidiate in variabile.
A poco serva la sterile polemica che le altre federazioni non adottano questi parametri… l’Italia non vince più da anni. Almeno facciamo da apripista per una disciplina più sicura per i nostri ragazzi. “
Nicola Riolo







